mercoledì 11 febbraio 2009

La seconda giovinezza del rock and roll e dello swing (Brian Setzer)

Un musicista che apprezzo da anni, perché mi diverte e mi coinvolge con la sua musica, è Brian Setzer, un chitarrista/cantante americano arrivato al successo nei primi anni 80 come leader degli Stray Cats.
Nell'epoca del post punk e dell'inizio delle band col make up e i capelli cotonati, gli Stray Cats erano un gruppo piuttosto insolito (un trio: chitarra, batteria e contrabbasso), che rileggeva in chiave moderna e metropolitana il genere rockabilly. Ricordo di aver scoperto la loro musica nel 1982, ascoltando una compilation di Sanremo... (lo stesso Sanremo di Frate Cionfoli... clamoroso!).
Negli anni '90, l'avventura di questo gruppo finisce, ma continua il percorso di Brian, che crea un'orchestra, o meglio una big band sullo stile di quelle degli anni '40 e comincia a sfornare bellissimi dischi da studio e dal vivo.

Le doti di Brian Setzer non si riesce ad elencarle in poche righe, lui fa parte della categoria dei "guitar hero", suona rock and roll e rockabilly rileggendoli in chiave moderna (con un sound che è rock ma allo stesso tempo jazz), un musicista che si trova a suo agio in un trio ma anche come leader di una big band che pare arrivata con la macchina del tempo dall'era dello swing.
Trovo che sia veramente un musicista pieno di gusto e di feeling, uno che sa scrivere, arrangiare ed eseguire magistralmente la musica, e dal punto di vista scenografico è veramente un animale da palcoscenico!
E' un chitarrista con il gusto dell'assolo, quell'assolo che è melodia e completamento di un'atmosfera musicale e non sterile esibizione di inutili virtuosismi (quanti chitarristi dovrebbero seguire il suo esempio...); è uno che canta sorridendo e facendo battute con il pubblico, perché si vede che è lì per loro.

Mi sento di consigliare un bell'album: "Guitar Slinger" (1996), dove la Brian Setzer Orchestra propone brani inediti insieme a veri propri classici, da "Town without pity" di Gene Pitney, a "The house is rocking" del grandissimo Stevie Ray Vaughan.
Eccovi un saggio della bravura di Setzer e della sua Orchestra: "Stray cat strut", un classico dell'epoca Stray Cats che suona molto anni '50, il cui assolo è stato nominato tra i 100 più grandi assoli di chitarra dalla prestigiosa rivista americana Guitar World.

1 commento:

Alessandro Ghilarducci ha detto...

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