giovedì 13 maggio 2010

Buon compleanno grande Stevie!

Ho già parlato di lui, e chissà quanto ancora ne parlerò. Oggi mi limito a dire che il 13 maggio del 1950 è nato uno dei più grandi musicisti del panorama mondiale: Stevie Wonder.
Buon sessantesimo compleanno e grazie per tutte le emozioni che ci hai sempre regalato. Non potevo non inserire questo suo brano del 1980: "Happy Birthday" (da "Hotter than July").

lunedì 10 maggio 2010

Auguri Mr. Hewson, i 50 anni di Bono Vox

1960, l'anno della Dolce Vita felliniana, l'anno dell'uscita sul mercato del Cornetto Algida, l'anno dell'elezione di J. F. Kennedy alla presidenza degli Stati Uniti... insomma il 2010 è un anno in cui si festeggia il cinquantesimo anniversario di un sacco di eventi.

Il 10 maggio del 1960, a Dublino, nasceva un certo Paul David Hewson, un musicista che avrebbe fortemente condizionato il panorama della musica pop e rock degli anni a venire. Oggi, 10 maggio 2010, si celebra quindi un evento importante: il cinquantesimo compleanno di uno dei personaggi più significativi ed influenti dell'ultimo scorcio del 20° secolo, e non solo per il valore della produzione musicale realizzata fino ad oggi con i suoi U2.

Tanti auguri Mr. Hewson, buon compleanno Bono Vox.

lunedì 26 aprile 2010

Ritorna l'esilio dei Rolling Stones

Tra i dischi dei Rolling Stones "Exile on main street" (1972) è famoso per essere stato registrato durante l'auto-imposto "esilio" del gruppo (per sfuggire al fisco britannico si erano trasferiti, per un periodo, nella villa affittata in Francia dal chitarrista Keith Richards). In realtà questo doppio album contiene anche brani registrati in contesti diversi, ma ovviamente la parte del leone la fanno le session svolte nel corso dell'esilio francese.
Il disco è composto da 18 tracce di sano Rock, fortemente contaminate di blues, R&B e gospel. Un LP che è un ritorno alle origini, a quella musica nera alla quale gli Stones hanno sempre dimostrato di essere molto legati (tra i brani c'è anche "Stop breaking down" di Robert Johnson, uno dei padri del blues). Altro aspetto particolare da evidenziare in questo lavoro, è la presenza di numerosi musicisti, sia britannici che americani; questo si sente molto negli arrangiamenti, nei quali spesso gli strumenti della band sono affiancati da sezioni fiati, organi e cori.

"Exile" è sicuramente uno dei capolavori dei Rolling Stones: un disco trascinante, ruvido e trasgressivo (provate a leggere qualcuno dei testi tipo "Rip this joint"), anche se non contiene successi che spiccano come "Satisfaction" o "Brown Sugar".
E' superfluo dire che questo album è già nella storia e oggi (a metà maggio) ritorna, non solo rimasterizzato ma con l'aggiunta di una decina di inediti ripescati tra le registrazioni in possesso di Mick Jagger & Co.
Questa è "Plundered my soul" uno dei dieci inediti, che già infuria in tutte le radio e sul web... e se il buon giorno si vede dal mattino, qui c'è ancora tanta grande musica da ascoltare!


lunedì 22 marzo 2010

A volte uno torna a vedere la TV - Dalla e De Gregori

La TV per me è il migliore dei sonniferi, la uso per dormire, da anni, perché trasmettono un sacco di cose inutili, brutte e sensa senso, oppure programmi di servizio come i TG, le previsioni del tempo o ancora trasmissioni di sottofondo che ti fanno compagnia, come i documentari, che guardi con un occhio mentre con l'altro fai altre cose.
Stasera ho acceso la TV e ho visto qualcosa di bello, non ho cambiato canale neanche durante la pubblicità. Su RAI2 hanno trasmesso un bel concerto di Lucio Dalla e Francesco De Gregori, il duo che da un po' ha ricominciato a fare concerti insieme, 30 anni dopo il tour del 1978 che ha poi originato il sensazionale disco "Banana Republic".
Ho visto due artisti che non suonano per fare le star, non ne hanno bisogno, sembrano due seduti in salotto che cantano per gli amici, due che ridono, sbagliano anche qualche nota mentre rileggono, reinterpretano i loro successi e non hanno paura di emozionarsi mentre emozionano il pubblico.
Lucio al piano e Francesco alla chitarra ci hanno fatto riascoltare vecchi e nuovi arrangiamenti di "Rimmel", "Tutta la vita", "Viva l'Italia", "Caruso", etc. che dire? Varrà la pena andarli a vedere in concerto, visto che ci sarà un tour e chissà, questo tour ci farà ricordare che in Italia negli anni '60 e '70 abbiamo avuto una generazione di artisti, una scuola di cantautori che forse non ha eguali in nessun altra parte del globo.
Per una sera dico grazie alla TV, oltre che a quei due...

martedì 9 febbraio 2010

Su la maschera! (Kiss)

I Kiss sono uno di quei fenomeni del Rock in cui l'immagine ha avuto tanta importanza quanto l'aspetto musicale. Le loro maschere, o meglio il loro face painting, e i loro costumi hanno fatto epoca, con un seguito di pubblico grandissimo (una vera e propria Kiss mania esplosa, con tanto di merchandising di ogni genere, a partire dalla seconda metà degli anni 70).
Il demone (Gene Simmons), il figlio delle stelle (Paul Stanley), l'uomo gatto (Peter Criss) e l'uomo dello spazio (Ace Frehley) sono stati la prima versione di un poker di personaggi mascherati (diventati persino un fumetto della Marvel, lo vedete nell'immagine a lato) che ha visto negli anni qualche aggiornamento (la volpe Eric Carr ha sostituito per un periodo l'uomo gatto e il guerriero egizio "Ankh Warrior" Vinnie Vincent, prese il posto dell'uomo dello spazio, anche lui temporaneamente). Da metà anni '80 hanno provato in più di un'occasione a "gettare la maschera", ma la cosa non è stata produttiva. Negli anni 2000 sono ancora in giro per il mondo (attualmente solo con Gene Simmons e Paul Stanley del quartetto originale) con i loro costumi sempre più esagerati!
I loro concerti sono un po' come le rappresentazioni del Rocky Horror Picture Show, con il senso di appartenenza dei fans (compresi quelli mascherati allo stesso modo) e con i rituali che non possono essere disattesi (tipo il demone che sgorga sangue dalla bocca o che sputa fuoco).
Quello che mi piace sottolineare è che al di là dell'aspetto teatrale, dietro un sacco di fumo, c'è anche tanta sostanza. E' vero, i Kiss sono sempre stati un fenomeno da baraccone, ma ascoltate dischi come "Dressed to kill" (1975), "Destroyer" (1976) o anche il celeberrimo "Dynasty" (1979) dove c'è la super conosciuta "I was made for loving you": sono album da sentire a tutto volume, e se uno si scorda dello show e dei costumi e sente la musica, beh c'è tanto sano rock da ascoltare, canzoni con ritmi forti, riff robusti e persino stupende ballate.
I Kiss sono il circo, l'espressione estrema del glam, il cartone animato; ma sono così autenticamente falsi da essere mille volte meglio di tanti falsamente veri che ci sono oggi nella musica pop.

Un grande classico dei Kiss "Sure know something" tratto da "Alive IV", doppio live con la Melbourne Symphony Orchestra... e sono tutti in stile Kiss, ma proprio tutti!

venerdì 1 gennaio 2010

Un grande 2010? Ci vuole ... Poco

Follow your dreams - Poco

There are images around us, in everything we see

Some are real and some are fantasy

To the one who sees his vision, to the child who lives his dreams

You're the one to decide what you're gonna be


(chorus) So give it your best, and don't worry about what some may say

Follow your dreams, it's really all that you can do

Give it your best, and remember that life is what you choose

Follow your dreams, and do what you love to do

There are places you'll remember, and times you may recall
Faces that refresh your memory

May the thoughts that you will picture, help you come to see

That you're the one to decide what you're gonna be


(chorus)


So give it your best, and don't worry about what some may say
Follow your dreams, it's really all that you can do
And give it your best, and remember that life is what you choose

Go on, follow your dreams and do it, follow your dreams and do it

Follow your dreams, and do what you love to do, what you love to do

Per augurare un buon 2010 a tutti ho scelto una bella canzone dei Poco, che si intitola "Segui i tuoi sogni". Questo brano di uno dei gruppi storici del country-rock, parlando nel linguaggio più semplice, ci spinge verso riflessioni molto profonde; soprattutto due per quanto mi riguarda: la prima è che siamo noi che decidiamo di essere quello che saremo, la seconda è che la nostra vita dipende dalle nostre scelte. Non decidere è anch'esso una decisione... e non scegliere è anch'esso una scelta, insomma la vita è in larga parte quello che noi facciamo con le nostre stesse mani.
Quello che auspico è che il 2010 sia l'anno in cui saremo capaci di prendere decisioni e di fare le scelte importanti per la nostra vita.

(questa è "Follow your dreams", non so chi sia questo bellissimo bambino, ma mi è piaciuto così tanto che ho scelto questo video, non potevo trovare di meglio per l'inizio di un nuovo anno).

sabato 12 dicembre 2009

Storie stonate - viaggio tra le leggende metropolitane della musica

Si sente parlare da tempo di fatti strani, come i cuccioli di coccodrillo gettati nel gabinetto che crescono e popolano le fogne di New York o di cose ancor più classiche tipo il mostro di Loch Ness.
Storie strane (anche molto strane), le cosiddette leggende metropolitane, hanno il potere di diffondersi tra la gente in modo "virale" e quanto più raggiungono ampia diffusione tanto più diventano vere nel sentito comune (consultate il sito leggendemetropolitane.net per approfondire il tema).
La musica POP, è appunto POPolare, cioè ampiamente diffusa tra la gente comune, come diffusi sono aneddoti e storie, per lo più strani, attribuiti a molti protagonisti della scena musicale. Tra questi protagonisti ci sono molti personaggi del rock, genere che nel suo DNA ha la ribellione, la trasgressione ed è sempre stato interpretato da personaggi eccessivi o quantomeno particolari.
Chi non conosce la storia della presunta morte di Paul McCartney sostituito da un sosia? Credo sia ormai un classico, come il mostro di Loch Ness, e chi non ha sentito parlare degli avvistamenti di personaggi come Elvis o Jim Morrison successivamente alla loro morte? Ci sono generi musicali ed artisti che rappresentano indubbiamente un terreno fertile per la crescita rigogliosa di queste leggende.
Per chi fosse interessato a queste cose, c'è il libro "Storie Stonate" di Fabio Caironi, una bellissima rassegna di 50 leggende metropolitane sul mondo della musica. Per la maggior parte si tratta di storie che risalgono a qualche decennio or sono, quando la musica aveva personaggi che, nel bene e nel male, si facevano notare (pensiamo a gente come Ozzy Osbourne, Jimi Hendrix, i Kiss, i Rolling Stones, gli Who, etc...).
Ogni vicenda esposta nel libro, viene analizzata e ben contestualizzata dall'autore, con dovizia di particolari (comprese le diverse versioni della leggenda diffuse) e riferimenti a fatti, luoghi e persone presenti, ed è successivamente ricondotta a un'analisi più razionale. L'editore non a caso è Avverbi, la casa editrice il cui motto è "Dalla parte della ragione".
Consiglio a tutti questo libro (si può acquistare qui), una lettura veramente piacevole oltre che un viaggio nei casi più clamorosi di cui si parla da tempo nel mondo della musica.
 
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